AGENDA VERDE

IL MONDO IN UN GIARDINO…ANCHE IN CASA

DECORAZIONI FUORI DAL COMUNE PER LE PROSSIME FESTE

 

Sono molte  le piante che con aggressivo  marketing  ogni anno sono commercializzate  come irrinunciabili sia per  prestigiosi regali di Natale o che come decorazione per le  nostre case. Ma trascorse le “ruggenti” giornate delle Feste le decorazioni “verdi” appaiono inaridite dal caldo secco delle nostre abitazioni  di città e con tristezza le vediamo nei cassonetti: dalle orchidee ai  bonsai rinsecchiti, alle stelle di Natale afflosciate su se stesse…
Pensiamo invece di decorare con  piante che durano più a lungo perché più resistenti e osserviamo  elementari norme di innaffiamento e cura.

Piante meno esigenti sono  Ardisia, dalle bacche rosso vivo in sintonia col  tema natalizio e la Medinilla, una  pianta tropicale non molto  conosciuta ma che ben si adatta  all’ambiente domestico pur  con qualche attenzione


http://www.pollicegreen.com/wp-content/uploads/2010/12/nandina-domestica.jpg

 ARDISIA

La pianta che allieta le festività natalizie


Gli olandesi sostengono con grande forza la
vendita nel periodo natalizio di questa bella
piantina, dal lucido fogliame verde, ornata di frutti di color rosso corallo prodotti in grande quantità.
Con la  Ardisia  gli olandesi vogliono insidiare alla più nota “stella di Natale” il primato di pianta più venduta durante le
feste invernali. Il compito non è facile, ma viene agevolato dall’aspetto aggraziato della pianta, dalla facile manutenzione casalinga e dalla prolungata durata dei  frutti , che hanno  un ruolo importante
nell’attrazione esercitata sul pubblico, poiché ricordano i tradizionali decori natalizi.


LA PIANTA AMICA • CILIEGIA D’INVERNO

 

Proviene dal Brasile dal nome quasi
impronunciabile, Solanum capsicastrum, notissima invece come Ciliegia d’inverno o Ciliegia di Natale.

Invade con grande allegria i giardini di pianura, ma non sale in collina, a meno che non siano ben esposti, e meno che mai in montagna, perchè teme il freddo.
Nelle regioni dagli inverni rigidi Solanum capsicastrum è allevato in appartamento ed è molto amato per quel portamento piccolo
e compatto, le fogli persistenti  verde scuro e brillante e, soprattutto, per i frutti  color rosso scarlatto che restano fino a primavera. Fare attenzione …perchè se all’aperto il freddo è un nemico mortale, in casa il riscaldamento può provocare  una perdita repentina delle belle bacche. È ideale un luogo freddo, ma non troppo gelido, oppure caldo, ma  umidificato.

Mettiamo la pianta alla  luce, non al  sole diretto, poiché nel Paese d’origine è pianta dominata dal sole.
In tarda primavera produce un abbondante numero di fiori bianchi, dalla forma di  stella e il cuore giallo.  Il portamento  della specie è ad arbusto a forma di cespuglio alto fino a 60 centimetri e largo altrettanto.

 


 

 Più che ulivo, olivello


  Oltre al tradizionale ramoscello, fino a qualche anno fa,  non si trovava altro: né giovani piante né vecchi esemplari. Da un po’ di tempo, forse grazie alla tropicalizzazione del clima continentale che ha portato con sé la moda del giardino mediterraneo un po’ dappertutto,  si vedono in giro degli ulivi veri e propri. In altre parole l’ olea europaea, pianta diffusa dai Fenici in tutto il Mediterraneo e carica di significati non solo per i cristiani, ma pure per musulmani ed ebrei.

Nell’ Antico Testamento, un ramoscello d’ ulivo era stato riportato sull’ arca dalla colomba, inviata mandata in ispezione da Noé e aveva segnalato  che le acque si erano ritirate. Così, l’ ulivo è diventato simbolo di rigenerazione, pace e prosperità: per traslato, della Pasqua.

Se in questi giorni ne comperiamo uno ricordiamoci che, pur non essendo un albero fragile, non è adatto ai nostri climi ma si  adatta. Potrebbe anche fare delle olive, ma di olio non se ne parli…


Dobbiamo invece  prendere in considerazione un  sostituto: il cosiddetto olivello di Boemia noto come «eleagnus fragrantissima» e «eleagnus angustifolia». Non appartiene alla famiglia delle olea, non è sempreverde ma assomiglia  moltissimo all’ ulivo e sostisuice in maniera originale e suis generis, le decoraziona tradizionali delle festività natalizie

 

 

 

L’Elegnaus o Olivanto è una pianta a forma di arbusto originaria del continente asiatico ed appartenente alla famiglia delle Eleagnacee: ha un fusto eretto  ramificato e raggiunge i cinque metri di altezza con a foglie piccole e lanceolate di colorazioni diverse a seconda della specie (grigiastro, verde chiaro, argenteo,verde scuro). I fiori sono di piccole dimensioni, di colore bianco, e fanno la propria comparsa nella stagione primaverile o in autunno. I frutti sono   bacche rosse e compaiono sui rami in autunno o in inverno.

 

 

 


 

 

 

 

mazzo fiori.jpg

 

Nuove esigenze per i nostri balconi

 

I cambiamenti climatici in atto, che stanno determinando un aumento delle temperature medie, ci spingono a modificare il genere di piante  per abbellire il nostro balcone o un angolo di verde che abbiamo a nostra disposizione.

Si cerca sempre più spesso un’ alternativa al classico geranio che facilmente non riesce più ad esprimere  per tutta la stagione primaverile-estiva quella bellezza di fioritura che un tempo suscitava meraviglia quando a giornate calde si intervallavano notti fresche e temporali estivi.

Ora la scelta si sta orientando sempre di più verso  fioriture di carattere mediterraneo , più resistenti al caldo estivo delle nostre città e meno esigenti per le irrigazioni.


balcone-geranio.jpg

 

Girando fra vivai del  mio quartiere o in altri che espongono con arte scenografica  fiori in vaso o recisi e facendomi consigliare dagli esperti dei vivai stessi, fra le fioriture più resistenti e che ci possono dare maggiore soddisfazione per abbellire i nostri balconi anche in  giornate torride, Pietro, un giardiniere del Vivaio Sempreverde,  mi ha indicato la Surfinia o Petunia ricadente.   

Questa pianta  è abbastanza facile da coltivare,ricca e generosa nella fioritura che si protrae anche ad autunno inoltrato.


Petunia_N2.jpg


LINGUAGGIO DEI FIORI

 

Dall’Inghilterra in epoca vittoriana (1837-1901) il linguaggio dei fiori si diffuse in tutta Europa e proprio l’esplosione dirompente dei colorati e vistosi fiori di Petunia venne associata allo scoppio di ‘collera’ e del serbare ‘rancore’. Invece secondo altre interpretazioni, questa generosa fioritura rappresenta il ‘risentimento orgoglioso’ provato dal donatore delle petunie a causa di un qualcosa che ha subito da parte del destinatario del dono floreale.

Le tradizioni popolari  considerano  comunque la petunia  migliore messaggera ‘tranquillizzante’ adatta a placare emozioni negative come l’ira e l’astio.


 

libro fiori.jpg

 

 

 

UN PO’ DI STORIA

 

Il nome ‘petunia’ deriva dal francese ‘petun’, termine poco usato che  indica la pianta del tabacco dal portoghese ‘petum’ e a sua volta dal termine  ‘pety’ nella lingua tupì del popolo Guaranì (Paraguay). Una spedizione francese scoprì questa pianta in Brasile e ne portò degli esemplari a Parigi nel 1823.

Il capo giardiniere dei Giardini di Edimburgo (Scozia) James Tweediw inviò i primi campioni di petunie  violacee dall’Argentina al Giardino Botanico di Glasgow nel 1831e da quel momento la pianta ebbe grande diffusione anche con la sua introduzione, a metà dell’800, anche in  America.


surfinia_N1.jpg

 

 

 

 LA PETUNIA  RAPPRESENTATA  NELL’ARTE

 

 

 

 Nella tradizione  della pittura di fiori la pittrice americana Georgia O’Keeffe (1887-1986) ha rivoluzionato il mondo della pittura con le sue opere – ‘ritratti’ di petunie in diversi colori e forme risalenti agli anni ‘20. Spiccano sorprendentemente questi fiori dai colori vividi e spesso su sfondi tenui.

 

La sua collezione permanente si trova nel Georgia O’Keeffe Museum in Santa Fe (New Mexico, Usa).


                            georgia-okeeffe-petunia-1925.jpg

 

 

LA PETUNIA ISPIRATRICE NELLA LETTERATURA

 

L’autrice afroamericana Alice Walker, attivista nel movimento per i diritti civili e sociali delle donne e degli afroamericani, intitolò ‘Revolutionary petunias and other poems’ la  sua seconda raccolta di poesie. Ricordando il  Sessismo e il razzismo subiti nel Mississippi, in ‘Petunie rivoluzionarie’ la Walker raccontò la storia di Sammy Lou che, pur insegnando ai cinque figli a “Rispettare sempre la parola di Dio”, vendicò l’uccisione del marito assassinandone il colpevole.

Poche parole, pochi tratti: “Lei è viola / viola di rabbia, (…) come un fiore di viola selvatica in un campo aperto”. La protagonista, condannata alla sedia elettrica,  affronta con grande coraggio  la morte in attesa dell’incognita nell’aldilà.


revolutionary petunias libro.jpg

 

 

In questo caso i fiori, in modo più forte che in altri scritti della Walker, rappresentano quanto l’impegno per circondarsi della bellezza dei fiori, possa diventare rivoluzionario di fronte alle angherie  che possono rovinare la vita  di una donna.

La lotta delle donne di colore per l’eguaglianza politica e sessuale nel Sud agricolo  e razzista sono rimaste al centro delle opere letterarie di varie tipologie della Walker, nata in Georgia nel 1944 e diventata docente universitario, prima donna di colore a vincere il Premio Pulitzer e il National Book Award con il  romanzo ‘Il colore viola’ (‘The Color Purple’, 1983), da cui venne tratto il film dal titolo omonimo (1985) con la regia di Steven Spielberg e una eccezionale interpretazione di Whoopi Goldberg la protagonista femminile (premiata con il Golden Globe 1986).



locandina film colore viola.jpg


 

AGENDA VERDEultima modifica: 2012-11-27T08:22:14+00:00da simofunnygirl

3 pensieri su “AGENDA VERDE

  1. Bellissime tutte le citazioni e soprattutto le immagini! Lo storico dell’arte Gombrich, fregiato dell’ordine di cavalleria britannico, vincitore del Premio Balzan nel 1985 per la storia dell’arte occidentale diceva che ” spesso è più utile e bello “leggere” le immagini che le pagine scritte”. Unici i suoi studi sulla funzione sociale dell’arte e sulla comunicazione visiva. E ha fatto scuola la sua convinzione che «non vi sia una storicità del vedere» e che quindi il cervello e l’occhio siano «del tutto simili in tutti i tempi»: che non sentano, in sostanza, alcun condizionamento dal linguaggio e dalla cultura

    • La Storia dell’Arte per questo studioso totale dell’arte è un monumento alla semplicità descrittiva che lui stesso ha dedicato a tutti «coloro che sentono la necessità di orientarsi nel mondo singolare dell’arte, da quella pittorica a quella espressa con linguaggi diversi».

I commenti sono chiusi.